"The lost and the chosen. I perduti e gli eletti" di Ivy Asher è il primo volume della serie reverse harem paranormal romance The lost sentinel. I libri in totale sono cinque: The lost and the chosen, Awakened and Betrayed, The Marked and the Broken, Found and Forged. Per il momento Leggereditore ha tradotto solo il primo. Ringrazio l'ufficio stampa per avermi fornito una copia del libro. Di seguito trovate la mia recensione!
Appena catapultata in questo mondo, ho provato un po' di confusione, principalmente perché vengono introdotti dei personaggi che pensavo avrebbero fatto parte dell'harem della protagonista. E già qui mi stavo preoccupando perché questi uomini sono quarantenni. Niente contro i 40+, ma mi stavo sentendo male all'idea di dover leggere un age-gap. Per fortuna (o sfortuna?), non sono loro i personaggi maschili coinvolti nel romance. La confusione, comunque, è dovuta al fatto che vengono introdotti quattro-cinque personaggi che ho fatto fatica a distinguere, sia per i nomi strani e abbastanza simili, sia per il modo frettoloso in cui vengono presentati e descritti. Il lato positivo di queste prime pagine, però, è il fatto che riesce ad incuriositi e a spingerti ad andare avanti.
Vinna, la protagonista, inizialmente viene presentata come un personaggio freddo e distante per via della vita che ha vissuto. Infatti, non solo la sua sorellina è morta, ma la madre la caccia di casa quando ancora è solo una ragazzina. Da quel momento se la caverà da sola, fino a quando un uomo (Talon, l'unico che mi ricordo lol) la troverà e l'addestrerà. Una cosa che Vinna sa fare bene è combattere ed è proprio dopo un combattimento con gli uomini 40+ che scoprirà di far parte di un mondo magico. E già qui succede la prima cosa che mi fa storcere il naso: Vinna, persona diffidente, crede a questi uomini senza troppe cerimonie, raccontando tranquillamente il suo passato e, subito dopo, andando a vivere con loro. Secondo me, cozza troppo con la protagonista che Ivi Asher introduce nelle prime pagine.
Una volta arrivata a Solace, la comunità in cui vivono persone dotate di poteri magici come lei, Vinna incontrerà quelli che saranno i suoi interessi amorosi. Se fino a quel momento avevo letto il libro tutto sommato con piacere e curiosità, da quel punto il mio interesse si è spento. Perché Vinna cambia totalmente personalità: da persona fredda e diffidente si trasforma in una ragazzina in preda agli ormoni che sbava dietro ai manzi di turno e si comporta come se li conoscesse da una vita quando invece li ha incontrati solo mezz'ora prima. Si capisce che questo è dovuto al fatto che tra i personaggi c'è un legame, ma è gestito tutto malissimo. Intanto, perché la protagonista si comporta in modo diverso da come me viene descritta sin dalle prime pagine, e poi perché, anche se i personaggi sono legati, è strano e imbarazzante il modo in cui si comportano.
Ma in realtà è strana e imbarazzante ogni loro scena fino alla fine del libro. Si tratta di personaggi che dovrebbero avere dai 22 (Vinna) ai 30 anni, ma ogni discorso, ogni azione, è come se fosse compiuta da ragazzini. Mi è sembrato tutto troppo infantile per poter definire questo libro un new adult, perché persino gli adulti si comportano come dei sedicenni. Per me questo libro ha le vibes da tipico young adult del 2015 (o giù di lì) con giusto qualche scena (poche in realtà) un po' più piccanti, ma nemmeno troppo.
Tornando a parlare dei personaggi maschili, anche loro sono troppi, con nomi strani e simili, ma soprattutto tutti con la stessa personalità. O meglio, nessuna personalità. Sinceramente, non saprei dirvi né nomi né distinguerli tra loro perché sono tutti abbastanza simili sia di aspetto sia di personalità. L'unico che forse si distingue è Sabin, ma solo perché la protagonista lo detesta sin dall'inizio per nessuna ragione valida. L'autrice probabilmente voleva inserire una dinamica enemies to lovers, ma fallendo miseramente perché Vinna non ha nessun motivo per odiare Sabin, quando l'unica cosa che ha fatto il ragazzo è suggerirle di andarci piano visto che lei si butta su di loro tre secondi dopo averli conosciuti, e poi perché ancora non sa niente del loro mondo. MA APRITI CIELO! La ragazza comincia una campagna contro questo povero cristo che si è solo limitato a parlare la lingua della verità. Ma in realtà, è una cosa che Vinna fa spesso, ovvero cominciare a dare di matto senza alcuna valida ragione. O meglio, l'autrice a modo suo vuole creare dei contrasti nel libro, ma non ci riesce perché non sono credibili, rendono solo la protagonista una ragazzina insopportabile.
Purtroppo non sono riuscita ad apprezzare il libro non solo per questi motivi, ma anche perché non succede niente in quasi trecento pagine. In pratica, l'unica cosa di cui leggiamo ad un certo punto sono le dinamiche tra Vinna e i ragazzi, dinamiche appunto poco interessanti perché poco credibili, con personaggi indistinguibili, e soprattutto scene imbarazzanti perché nessuno di loro sembra avere più di sedici anni. Inoltre, questi personaggi ridono in continuazione, ma non c'è niente di divertente in quello che f\anno\dicono.
L'unico lato positivo che mi sento di sottolineare, è il pov in prima persona presente e lo stile semplice, cosa che mi ha permesso di finire il libro in pochi giorni (certo, non con poca fatica, soprattutto le ultime cinquanta pagine). C'era anche curiosità per il mondo creato da Ivy Asher. Niente di particolare eh, ma volevo scoprire perché Vinna fosse l'unica ad avere le rune. Inoltre, l'idea alla base dell'harem è interessante, peccato che i personaggi non lo siano abbastanza.
Valutazione: 2 stelline

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