Onyx storm è arrivato da poco in libreria, ma io sono ancora ferma a Fourth Wings, incerta se proseguire o meno la serie. Diciamo che la FOMO si sta facendo sentire, ma in realtà, già qualche mese fa stavo pensando di recuperare Iron flames semplicemente perché mi manca una serie fantasy da seguire (serie poco impegnativa, perché di serie fantasy potrei iniziarne a bizzeffe, ma vorrei qualcosa di leggero perché con il lavoro che faccio adesso il mio livello di concentrazione è davvero basso, purtroppo). E, in generale, mi manca appassionarmi a dei personaggi e alle loro vicende.
Ho letto Fourth Wing quando è uscito in italiano e avevo questa recensione in stand-by su questo blog (anche se sono attiva da poco, già progettavo di aprire questo sito da tempo), perciò ho pensato che finalmente è arrivato il momento di pubblicarla.
Le aspettative per Fourth Wing erano basse, però ammetto che c'era un po' di entusiasmo da parte mia perché ne avevo sentito parlare per mesi.
L'inizio è stato okay, senza infamia e senza lode, ma superate le prime settanta pagine sono stata risucchiata dalla storia. L'arrivo dei draghi è stata sicuramente la parte più emozionante della storia, mi è piaciuta davvero tanto. Ho amato la loro entrata in scena e il legame che creano con i cavalieri. Purtroppo, però, non posso dire la stessa cosa per quanto riguarda il resto della storia.
La trama non è originale, ma quale libro lo è al cento percento? Nessuno. Il vero problema di Fourth Wing, però, è che non ci prova nemmeno. Fourth Wing è uno di quelli che prende tutto quello che di interessante c'è nelle altre serie popolari e non prova nemmeno a rielaborarlo. Lo definirei un libro-collage, al cui interno troviamo Hunger Games, Divergent, Il dominio del fuoco, Acotar, Regina Rossa, Il trono di ghiaccio, Eragon e chi più ne ha più ne metta. All'inizio non mi ha nemmeno dato fastidio, un po' nostalgica di queste serie che in passato mi hanno appassionata, ma verso il finale le somiglianze sono diventate un po' too much. In particolare, quella con il libro di Sarah J Maas (Il trono di ghiaccio), mi ha infastidito perché è fin troppo evidente per essere casuale.
Violet è una protagonista che per certi versi non mi aspettavo e per questo non mi è dispiaciuta. Non l'ho amata, ma non l'ho nemmeno odiata. Il problema, però, è che a volte è totalmente in preda agli ormoni. C'ha vent'anni, ci sta, ma non è necessario ripetere quanto il protagonista maschile di turno sia bono perché lo abbiamo capito le prime dieci volte che lo hai detto. Inoltre, ho trovato divertente il fatto che l'autrice descriva Violet come un personaggio più intelligente della media perché, insomma, non lo è.
Xaden è il tipico personaggio maschile dei romantasy, però almeno non mi ha dato le vibes da maschio alpha e, da questo punto di vista, sono rimasta sorpresa. Ho avuto i miei momenti da fangirl con lui, però alla fine devo ammettere che anche lui è abbastanza dimenticabile.
Ci sono diversi personaggi secondari, alcuni con del potenziale, ma la maggior parte sono interscambiabili. Non mi aspettavo avessero molto spazio, però pensavo che avrebbero avuto un ruolo meno marginale visto che questa serie si preannuncia molto lunga (sette libri, stando all'autrice).
Le dinamiche tra Violet e Xaden sono interessanti... fino a quando non si mettono insieme. Io avrei preferito un bellissimo slowburn (e no, questo di fourth wing non lo è). Insomma, abbiamo davanti una serie di 7 (!!!) libri, se questi stanno insieme già nel volume uno, allora cosa scriviamo a fare i seguiti?
Anche perché è un libro quasi privo di colpi di scena, tutti quelli che ci sono stati in questo primo volume sono telefonati (ad eccezione di uno nel finale, inaspettato e che mi ha spezzato il cuore, lo confesso). Nelle ultime duecento pagine ho proprio avvertito questa mancanza di plot-twist che mi tenessero con il fiato sospeso, infatti è da questo momento che il mio entusiasmo si è smorzato e ho cominciato a trovare la storia piatta.
Anche perché è un libro quasi privo di colpi di scena, tutti quelli che ci sono stati in questo primo volume sono telefonati (ad eccezione di uno nel finale, inaspettato e che mi ha spezzato il cuore, lo confesso). Nelle ultime duecento pagine ho proprio avvertito questa mancanza di plot-twist che mi tenessero con il fiato sospeso, infatti è da questo momento che il mio entusiasmo si è smorzato e ho cominciato a trovare la storia piatta.
Insomma, non è stata ASSOLUTAMENTE una lettura brutta (ho dato 3,5 stelle), ma ci sono stati diversi elementi che mi hanno sempre lasciato con il dubbio se continuare o meno con la serie. Uno di questi è il palese tira e molla tra Violet e Xaden che seguirà nei prossimi volumi, cosa che potrebbe farmi dare di matto. Però, chissà, forse faccio un tentativo.

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