Non sono più sicura di essere adatta a parlare di libri sui social: vi spiego la "crisi" che sto vivendo
Non so quante persone mi seguono ancora da quando ho aperto il blog, nel lontano 2013, però ne conosco alcune che mi hanno conosciuto proprio grazie a Divoratori di libri blog e che continuano a seguirmi ancora oggi. Prima di Divoratori di libri non ero nuova nel mondo del blogging, ne possedevo un altro (che poi ho cancellato). Insomma, riassumendo: mi è sempre piaciuto scrivere e chiacchierare con altre persone delle mie passioni. Però credo che Divoratori di libri sia l'unico progetto che io abbia portato avanti con costanza, per un fatto che oggi mi sembra piuttosto scontato: sin da bambina ero avida di storie, non solo quelle che leggevo o guardavo in televisione, ma anche quelle che la mia testa inventava. E poi, da persona introversa che si tiene tutto dentro, scrivere in una piattaforma online e trovare diverse persone allineate con il mio pensiero, è stata una ventata di aria fresca, qualcosa di cui non potevo fare a meno.
Scrivere un nuovo post su Divoratori di libri era il mio appuntamento pomeridiano preferito. Ero sempre ricca di idee, sempre pronta a condividere una nuova iniziativa, un nuovo gruppo di lettura, una nuova reading challenge. Poi qualcosa è cambiato. È arrivato instagram. Lo usavo poco e niente perché non ho mai avuto fantasia con le foto. O meglio, fare fotografie paesaggistiche mi piace moltissimo, ma fotografare libri? Non il mio forte. Ho tenuto per un po' il profilo personale, poi ho deciso di crearne uno collegato al blog. Non è stato facile, ma con il tempo sono riuscita a creare un angolo che tutto sommato mi soddisfaceva. E a quel punto ho messo da parte il blog. Ad oggi, non l'ho rimpiango. Comunicare con un mezzo come instagram era quello di cui avevo bisogno in quel momento: era (è) immediato, spontaneo.
Poi qualcosa è cambiato di nuovo: la spontaneità è morta. Si è spostata su tiktok. E ho dovuto reinventarmi, di nuovo. Per un po' ha funzionato, dopodiché non capisco più cosa sia andato storto. Forse il fatto che ho iniziato a lavorare tutto il giorno, quasi tutti i giorni, e quindi meno tempo da dedicare alle due piattaforme. Non lo so. So solo che più tempo passa, più mi sento inadatta al mondo dei social. Se sto cercando cazzeggio? Oh, certo. I social sono perfetti. Ma se voglio parlare di libri? Non ne sono più sicura. Tra l'altro, con il passare del tempo mi rendo conto di come scrivere di libri sui social mi abbia fatto regredire. Il fatto di dover entrare in poche slide, di dover essere sintetica per il pubblico dei social, di dover subito attirare l'attenzione, di scegliere gli hashtag giusti, di studiare la posa, gli agganci, l'orario di condivisione e, ancora, di dover continuamente interagire anche con post che magari non mi interessano, di non dover fare questo o quello perché altrimenti l'algoritmo mi penalizza, di dover censurare certe parole altrimenti i poteri forti si arrabbiano, ecc. tutto ciò ha influito tanto sul modo in cui scrivo di libri oggi. Sapete come l'ho capito? Quando qualche tempo fa mi è venuta l'idea di tornare a scrivere una recensione sul blog e non sapevo proprio come muovermi. Io, che parlo dei libri che leggo da circa quattordici anni.
Non dico di essere sempre stata brava o, in generale, di averlo mai saputo fare, ma aprire un nuovo post e buttare giù tutto quello che avevo in testa è sempre stato semplice per me. Adesso non lo è più. Faccio fatica a scrivere cosa ho provato durante una lettura, a spiegare cosa mi è piaciuto e perché. In generale, faccio fatica a scrivere un contenuto di qualsiasi tipo, anche quando la voglia c'è. Penso che forse tutto questo tempo passato a dover "tagliare" per rispettare gli standard dei social mi abbia un po' impoverito. Ogni volta che in questo periodo ho scritto una recensione mi sono chiesta "Chissà se riuscirò ad argomentare per bene o se mi limiterò a scrivere un pensiero striminzito". E non fraintendetemi, non è il numero di parole a fare una buona recensione, ma per me è saper spiegare perfettamente le emozioni che ho provato mentre ero immersa in una storia. In certi momenti ho l'impressione di non saperlo più fare. Naturalmente non voglio fare la boomer di turno che dà ai social la colpa di tutto perché sono sicura che influiscano tanti fattori, ma sono anche consapevole che il doversi riadattare di volta in volta per scrivere per un pubblico che è cambiato abbia in parte influito.
In questi ultimi mesi ho cercato nuovamente di adattarmi, ma con difficoltà. Non capisco più cosa voglia il pubblico, forse non sono più adatta a stare sui social. Non lo so. Poi, però, ho realizzato che mi sono rotta di capire cosa interessa alla community e mi sono chiesta: cosa voglio io? Di cosa ho bisogno in questo momento? E ho trovato la mia risposta. Sono stanca di fare post acchiappa like. Sono stanca di dover riassumere il mio pensiero in poche slide perché "altrimenti i lettori si annoiano e passano avanti". Sono stanca di dover interagire necessariamente con i post che non mi interessano\non mi piacciono solo perché i social sono un luogo in cui se sei attiva vieni premiata, sennò ti attacchi. Sono stanca di seguire le regole di queste piattaforme.
In questo momento quello di cui ho bisogno è parlare di quello che voglio senza filtri, senza regole, senza censure, senza pressioni. Pubblicare sui social ormai è un groviglio di frustrazione, delusioni, perdita di tempo ed energie. Non penso che smetterò di pubblicare perché so che comunque non riuscirò a starci lontana, che mi verrà sempre la voglia di sperimentare e che per quello che voglio fare (scrivere libri) è fondamentale, però penso che farò un passo indietro e mi rifugerò nuovamente in quello che per tanto tempo è stato un luogo sicuro e a mia misura: il blog. Continuerò a pubblicare sui social (è inutile che dica bugie, lo so che finisco sempre per fare un tentativo), ma voglio che la mia priorità siano i blog: questo da utilizzare come un diario, e divoratori di libri per le recensioni di libri.
Se avete letto tutto, grazie per aver sprecato qualche minuto per me. <3


Ovviamente non posso che condividere quasi tutto (anche perché sono tra le poche che c'era ancora nel 2014/2015). Per me è stato diverso: con Instagram ci ho provato, TikTok ho capito subito che non avrebbe fatto per me e una volta capito che non avrei mai guadagnato con i libri (ok forse il trasferirmi all'estero ha accelerato il tutto) alla fine ho ripreso in mano il blog e mi occupo solo di fare quello che mi piace (se ho views va bene, altrimenti ciccia xD).
RispondiEliminaper il momento voglio fare anch'io così: parlare di libri senza troppe pressioni, come facevo un tempo. Voglio riscoprire la bellezza di condividere un'opinione senza farmi troppe pare
EliminaCondivido ogni parola, ai tempi seguivo qualche blog per informarmi sulle nuove uscite o sulle recensioni delle ultime uscite. Ho scritto per qualche anno per una pagina Facebook con un grosso seguito, quando ancora Instagram non c'era. Poi è cambiato tutto, e da quando mi sono decisa ad aprire un mio profilo IG, buttandomi, mi sono resa conto che non sarebbe stato facile. Pur non andando dietro ai followers, ne ho pochi e per tre followers ottenuti in un mese, 2 li ho persi in poche settimane. Le visualizzazioni sono quelle che sono, le intenzioni pure. Ma avevo deciso che quest'anno avrei pubblicato per me stessa, per tenere il conto di cosa leggo e cosa guardo, principalmente per me stessa. In più ho conosciuto alcune persone con cui ho legato, grazie al profilo. Ma sono una boomer, non so fare i reel, non so e non ho voglia di usare tiktok, quindi già così so che non andrò da nessuna parte e poi mi chiedo: "ma perché che mi aspettavo esattamente?". La risposta è: niente, dovrei avere il coraggio di dire ciò che penso che dei libri che leggo, senza avere paura in qualche risposta dura, e cerco di farlo, di fregarmene un po' di più. Dopo questo trattato, riassumibile in: mi sento super rappresentanta da ogni parola che hai scritto, ti dico ben tornata sul blog ♥️
RispondiEliminaintanto, grazie <3
Eliminasecondo me non c'è niente di male a volere qualche "visualizzazione in più" o meglio, più che visualizzazioni, cerchiamo di raggiungere altri lettori in modo da avere uno scambio interessante sui libri letti. Il problema è che se non si seguono tutte le maledettissime regole che ho citato sopra, le probabilità che si raggiungano i lettori giusti sono poche ;-; poi condivido l'idea di pubblicare solo per il gusto di farlo e per se stessi. A me instagram purtroppo non dà più quella soddisfazione perché perdo tantissimo tempo per creare un contenuto che alla fine nemmeno mi piace così tanto, proprio per questo alla fine ho pensato che la scelta giusta sia tornare al caro vecchio blog, in cui posso parlare a ruota libera senza seguire cento accorgimenti diversi! E condivido, bisogna avere il coraggio di dire quello che si pensa, senza avere paura e fregandosene del resto <3
Capisco benissimo questa crisi, anche se la vivo da un punto di vista diverso. Ho l'impressione che tutto il processo del parlare di libri sia diventato molto meno spontaneo, c'è una certa pressione social e anche lo sguardo delle CE su quello che leggono le persone non aiuta. Io ti auguro di continuare a parlare di libri con serenità e gioia, qualsiasi sia il tuo modo e la tua piattaforma.
RispondiEliminaverissimo, anche se mi pare di capire che su tiktok funzionano molto di più i video spontanei, al contrario di instagram che diventa sempre più complesso e confuso. Comunque grazie, l'obiettivo è quello <3
Elimina